Kalaway • 24 Gennaio 2026

SME Supporting Factor e Basilea IV: come ottenere credito agevolato per le PMI

Basilea IV: tra le novità più rilevanti per le imprese c’è lo SME Supporting Factor. Un aspetto è certo: il dato deve essere fresco, granulare, certificato. Leggi perché!

Dal 1° gennaio 2025 è entrato in vigore Basilea IV, il nuovo pacchetto di regole pensato per rafforzare la stabilità del sistema bancario. Si tratta di un insieme di norme emanate dal Comitato di Basilea che introduce modifiche ai requisiti patrimoniali delle banche, riducendo la variabilità dei modelli interni di rischio e garantendo maggiore trasparenza e comparabilità tra istituti.
Tra le novità più rilevanti per le imprese c’è lo SME Supporting Factor.

Che cos’è lo SME Supporting Factor e quali sono i vantaggi per le PMI?

Lo SME Supporting Factor è un meccanismo introdotto per ridurre il costo del capitale, associato ai finanziamenti alle piccole e medie imprese.

Come funziona? La logica è semplice: se il rischio delle esposizioni verso le PMI viene valutato in modo più accurato, allora le banche possono applicare una ponderazione più favorevole, migliorando di fatto le condizioni di finanziamento.

Tuttavia, la sua efficacia dipende da un elemento spesso trascurato: la qualità dell’informazione che sostiene la valutazione del rischio.

Cosa dice l’EBA Report sulle PMI e sul fattore di sostegno?

L’EBA Report on SMEs and SME Supporting Factor, pubblicato dall’Autorità Bancaria Europea, analizza proprio questo tema: l’accesso al credito per le PMI e l’efficacia del fattore di sostegno.
Il report evidenzia che

  • le PMI hanno storicamente pagato tassi più elevati rispetto alle grandi imprese: in media +1,1 punti percentuali, con uno spread aumentato da 0,89 punti, pre-2008, a 1,34 punti negli anni successivi;
  • per le PMI le richieste di garanzie sono più frequenti: il 40% dei prestiti tra 250.000 e 1 milione richiede collateral (garanzie reali), contro il 29% dei prestiti più grandi.

Non è solo una questione di dimensione: è una questione di informazione. Quando il dato è scarso, incompleto o poco affidabile, il rischio percepito aumenta e il costo del credito segue la stessa direzione.

Regolamento CRR3: perché la qualità del dato è il nuovo standard?

Il regolamento CRR3 (Capital Requirements Regulation III) interviene esattamente su questo punto e mira a rendere le banche più solide. Si tratta della revisione europea dei requisiti patrimoniali delle banche, parte integrante del pacchetto Basilea IV, che introduce standard più rigorosi su rischio di credito, rischio operativo e leverage ratio.
I tre pilastri informativi che introduce

  • freschezza del dato: i dati devono essere aggiornati costantemente e non riferiti solo al passato;
  • granularità del dato: le informazioni devono essere dettagliate e non aggregate;
  • certificazione del dato: il dato deve essere digitale, verificabile e solido per garantire trasparenza al supervisore.

nascono per garantire che le banche trasmettano ai supervisori informazioni accurate, tempestive e verificabili. Ma questo standard informativo non si ferma al rapporto banca–regolatore: si riflette direttamente sul flusso di dati che le imprese devono fornire agli istituti di credito.
Se la banca deve dimostrare al supervisore la qualità del dato, deve prima ricevere dalle PMI dati altrettanto solidi. In altre parole, gli obblighi regolamentari delle banche diventano requisiti informativi per le imprese.

L’importanza del dato secondo Moody’s, OCSE e Bank of England

La letteratura internazionale conferma questa direzione, ossia la necessità di dati digitali di alta qualità è confermata dai principali enti internazionali:

  • Moody’s evidenzia come dati aggiornati e continui permettano valutazioni del rischio significativamente più accurate (Moody’s Analytics, 2021).
  • L’OCSE ribadisce che l’accesso al credito dipende in modo diretto dalla qualità e dalla verificabilità delle informazioni condivise dalle imprese (OECD, 2023).
  • La Bank of England mostra inoltre che flussi digitali standardizzati migliorano la capacità degli intermediari di valutare correttamente il rischio e ampliano l’accesso al credito per le PMI (Bank of England, 2021).

Esempio pratico di costi e risparmio senza e con SME Supporting Factor

PMI richiede un finanziamento da 2.000.000€ con ipotetico tasso base di mercato dell’1,5%, Si aprono 2 scenari a seconda che l’azienda sia in grado di fornire alla banca dati freschi, aggiornati, dettagliati e verificato oppure no:

  • scenario 1 – la banca non ha dati certi (l’azienda presenta i dati su fogli Excel non digitalizzati), allora applica il tasso pieno con spread prudenziali (la banca deve salvaguardarsi) => costo interessi per l’azienda: 30.000€ all’anno;
  • scenario 2 – la banca riceve dall’azienda dati aggiornati, granulari, certificati, allora può applicare il SME Supporting Factor con tasso agevolato => costo interessi per l’azienda: 22.800€ all’anno con un risparmio netto di 7.200€ all’anno (oltre 36.000€ in 5 anni)

Piattaforma KALAWAY: trasforma il dato in risparmio reale

Lo SME Supporting Factor può diventare un vantaggio reale per le PMI, ma funziona solo se l’impresa è in grado di produrre e condividere informazione all’altezza dei nuovi standard. Dove il dato è solido, il rischio percepito scende e le condizioni migliorano. Dove non lo è, il beneficio rimane teorico.
Lo SME Supporting Factor rischia di rimanere un vantaggio solo teorico se l’impresa non è pronta ai nuovi standard. KALAWAY risolve questo problema critico.

La nostra piattaforma trasforma i dati aziendali in flussi digitali, granulari e verificabili, esattamente nel formato richiesto dagli Istituti di Credito per applicare lo SME Supporting Factor senza incertezze. Automatizziamo la raccolta e la qualità dell’informazione, rendendo concreto un diritto che troppo spesso rimane teorico. Grazie al supporto delle analisi della piattaforma KALAWAY siamo in grado di trasformare la qualità del dato in

  • risparmio reale: migliorano le condizioni di tasso e lo spread;
  • accesso al credito più efficiente e rapido: si riducono i tempi per le delibere;
  • riduzione del rischio percepito dalle banche: l’impresa appare più solida.

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