Kalaway • 09 Luglio 2026

DSCR e Affidamenti Bancari: perché fidi di cassa e linee autoliquidanti non migliorano l’indice

Molto spesso ci rivolgono questa domanda “Se un’azienda dispone di fidi e anticipi non utilizzati, perché la banca non li conteggia nel calcolo del DSCR?” La sua risposta dice molto su cosa questo indicatore misura davvero.

Molto spesso nel dialogo con CFO ed imprenditori ci viene posta una domanda importante: “Se la mia azienda dispone di fidi e anticipi non utilizzati, perché la banca non li conteggia nel calcolo del DSCR?” La sua risposta dice molto su cosa questo indicatore misura davvero. Vediamolo in dettaglio.

Il Debt Service Coverage Ratio (DSCR) è uno degli indicatori più utilizzati dalle banche per valutare la capacità prospettica di un’impresa di rimborsare i finanziamenti a medio e lungo termine. Chi si avvicina a questo indice per la prima volta si pone spesso una domanda legittima: se l’azienda dispone di fidi di cassa e linee autoliquidanti non utilizzati, perché la banca non li considera come elementi che migliorano l’indice?

La risposta breve è: il DSCR non misura la liquidità disponibile oggi, ma la capacità dell’impresa di generare autonomamente cassa in futuro per rimborsare il debito.

Cosa misura davvero il DSCR e come ragiona la Banca?

Il calcolo del DSCR mette a rapporto il cash flow operativo prospettico con il servizio del debito (le rate di mutui e leasing in scadenza nel periodo osservato). Il focus, quindi, è tutto sulla generazione di cassa, non sulla disponibilità di affidamenti bancari. È una differenza sostanziale: un conto è quanta liquidità l’impresa produce con la propria attività, un altro è quanto credito ha ancora a disposizione.

Ma come ragiona la banca? Capiamolo con un esempio pratico. Immaginiamo un’azienda con questi dati prospettici, che usiamo per calcolare il DSCR:

  • cash flow operativo previsto = 500.000 €
  • rate di mutui e leasing = 400.000 €

DSCR = 500.000 / 400.000 = 1,25

La banca conclude che l’impresa genera autonomamente cassa sufficiente a rimborsare il debito. Supponiamo ora che la stessa azienda disponga anche di:

  • fido di cassa disponibile per un valore di 300.000 €
  • anticipo fatture disponibile per un valore di 500.000 €

Se sommassimo questi affidamenti al numeratore, il DSCR migliorerebbe in modo evidente. Ma la realtà economica non cambierebbe di una virgola: l’impresa non ha generato più cassa, ha semplicemente accesso a ulteriore debito.

Dal punto di vista dell’azienda si aprirebbe un circolo vizioso, riassumibile nella convinzione: “Posso rimborsare il debito perché ho a disposizione altro debito.”

È proprio per evitare questo cortocircuito logico che, nell’analisi creditizia tradizionale, i fidi non vengono considerati un elemento che migliora il DSCR.

Perché le linee autoliquidanti sono ancora meno “premiate”?

Le linee autoliquidanti (Ri.Ba., anticipo fatture, anticipo SAL e simili) non rappresentano vera liquidità aggiuntiva. Anche in questo caso, il ragionamento della banca è lineare:

  • l’anticipo su fattura è l’anticipazione di un incasso futuro;
  • quando il cliente paga, l’anticipazione si estingue;
  • non si è creata alcuna nuova ricchezza finanziaria.

In sostanza con le linee autoliquidanti si anticipa nel tempo un flusso che è già incorporato nel capitale circolante e nel cash flow prospettico. Inoltre, l’utilizzo “a tappo” delle linee autoliquidanti, cioè costantemente al limite del disponibile, è spesso letto come un segnale di tensione finanziaria, non come un punto di forza.

Un’eccezione importante: il DSCR del Codice della Crisi

Esiste un contesto in cui la logica cambia. Nel DSCR previsto dal Codice della Crisi d’Impresa, costruito con una logica di tesoreria a sei mesi, alcune formulazioni elaborate in sede tecnica (CNDCEC) prevedono che possano essere considerate:

  • le linee di credito disponibili e non utilizzate;
  • le linee autoliquidanti, per la quota effettivamente anticipabile.

La differenza sta nell’obiettivo. In questo caso non si sta valutando il merito creditizio per concedere nuovo debito, ma la continuità aziendale nel brevissimo termine. In un orizzonte così ravvicinato, le linee disponibili sono effettivamente risorse utilizzabili per non interrompere l’operatività: è ragionevole tenerne conto. Si tratta però di uno strumento diverso, con finalità diverse, rispetto al DSCR usato in istruttoria per un finanziamento a medio-lungo termine.

Come ragiona realmente una banca in istruttoria?

Nella pratica, il gestore bancario osserva due dimensioni distinte, senza mescolarle:

  1. Il DSCR risponde alla domanda: “L’azienda genera abbastanza cassa da rimborsare il debito?
  2. Gli affidamenti disponibili rispondono a un’altra domanda: “L’azienda ha margini di manovra per gestire imprevisti e capitale circolante?

I fidi, quindi, non migliorano direttamente il DSCR, ma possono migliorare il giudizio complessivo sul rischio.

Tuttavia due imprese con lo stesso indice possono essere valutate in modo molto diverso. Per esempio, consideriamo un DSCR di 0,95 in entrambi i casi:

  • Impresa A: 2 milioni di cassa disponibile e 1 milione di linee non utilizzate.
  • Impresa B: cassa vicina a zero e fidi completamente utilizzati.

A parità di DSCR, la prima presenta un profilo di rischio nettamente più solido. Il DSCR da solo, insomma, non esaurisce la valutazione del merito creditizio: va letto insieme alla posizione finanziaria complessiva e alla disponibilità di liquidità.

Possiamo quindi affermare che il DSCR misura la capacità di rimborsare il debito con la cassa generata dall’impresa, non con altra finanza bancaria.

I fidi di cassa e le linee autoliquidanti possono sostenere la liquidità aziendale, ma non dimostrano una capacità di rimborso strutturale. Per questo le banche li considerano strumenti di supporto alla tesoreria, e non fattori che migliorano il DSCR,  con la sola, coerente eccezione del calcolo previsto dal Codice della Crisi, dove l’obiettivo dell’analisi è tutto un altro.


Autore dell’articolo: Marco Bressan – Operation Manager Advisor KALAWAY – esperto nei processi di analisi finanziaria e reperimento di finanziamenti, coordina il Team di Advisor di KALAWAY.


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