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  • 15 Gen, 2024
  • By Marketing Kalaway

Trasparenza aziendale: il ruolo cruciale del Titolare Effettivo nell’ecosistema finanziario

Nell’ambito della finanza aziendale, la chiarezza e l’integrità rappresentano i cardini della crescita sostenibile delle imprese. In tempi recenti, il concetto cruciale del “titolare effettivo” ha assunto un ruolo centrale nelle regolamentazioni, diventando un pilastro essenziale per la prevenzione del riciclaggio di denaro e del finanziamento di attività terroristiche.
Ma cosa si intende precisamente per “titolare effettivo”? E quale ruolo svolge nel contesto della finanza aziendale, contribuendo a mantenere un sistema finanziario sicuro ed etico?

Questo articolo si propone di esplorare a fondo il concetto di titolare effettivo, evidenziando la sua rilevanza nelle attuali pratiche finanziarie aziendali. Oltre a gettare luce sulle implicazioni interne per le imprese, analizzeremo l’ampio impatto globale di questa normativa, che gioca un ruolo significativo nella prevenzione di attività illecite, assicurando un ambiente economico più sicuro per tutti.

Attraverso una prospettiva dettagliata, approfondiremo:

  • Che cos’è il titolare effettivo e perché è importante individuarlo?
  • Quali enti hanno l’obbligo di individuare il titolare effettivo?

  • I criteri che emergono dalla normativa

  • Individuare il titolare effettivo nelle società dotate di personalità giuridica

Che cos’è il titolare effettivo e perchè è importante individuarlo? 

All’interno del quadro normativo anti-riciclaggio (d.lgs.21 novembre 2007 n. 231), il concetto di titolare effettivo emerge come figura cardine, identificata come la persona fisica per conto della quale viene effettuata un’operazione o un’attività. La sua precisa identificazione si basa sulla persona fisica o persone fisiche che, in definitiva, possiedono o controllano un’entità giuridica.
Ma perché attribuire al titolare effettivo un ruolo così centrale nella prevenzione del riciclaggio e del finanziamento di attività terroristiche? Spesso, individui o entità con intenti illeciti cercano di dissimulare l’origine illecita del denaro dietro a intricate reti di società e strutture legali. Rivelare l’identità del titolare effettivo è fondamentale per svelare questo anonimato e comprendere chi sia realmente dietro alle operazioni finanziarie.
La conoscenza del vero beneficiario finale fornisce alle istituzioni finanziarie la capacità di valutare con precisione i potenziali rischi associati a una transazione. Se il titolare effettivo è già stato collegato a precedenti attività illecite, ciò può segnalare un rischio più elevato di coinvolgimento nel riciclaggio di denaro.

Quali enti hanno l’obbligo di individuare il titolare effettivo?

La Normativa Antiriciclaggio (d.lgs. 21 novembre 2007n. 231) stabilisce l’obbligo per tutte le entità giuridiche di designare un titolare effettivo, con l’eccezione di imprese individuali e liberi professionisti, in cui il titolare effettivo coincide con la persona fisica. 

Conformemente all’art. 1 del Decreto MEF n. 55/2022,l’individuazione del titolare effettivo è richiesta per:

  1. Le imprese con personalità giuridica, in riferimento alla persona fisica o fisiche a cui è riconducibile la proprietà diretta o indiretta, come definito dall’articolo 20, commi 2, 3 e 5, del decreto antiriciclaggio.
  2. Le persone giuridiche private, in base ai soggetti individuati dall’articolo 20, comma 4, del decreto antiriciclaggio.
  3. I trust e istituti giuridici affini, identificando i soggetti secondo l’articolo 22, comma 5, primo periodo, del decreto antiriciclaggio.

I criteri che emergono dalla normativa

Il cuore delle procedure normative per identificare il titolare effettivo è guidato dal principio della “prevalenza della sostanza sulla forma”. Questo principio cruciale si basa sull’idea che, in alcune circostanze, la sostanza delle relazioni e dei rapporti legali sia più significativa della forma giuridica o della documentazione ufficiale.

Nel contesto dell’individuazione del titolare effettivo, questo principio implica che, nonostante la struttura aziendale possa formalmente assegnare proprietà o controllo a diverse figure o entità, è imperativo andare oltre la forma giuridica e individuare chi effettivamente detiene il controllo o i benefici aziendali.
Ad esempio, anche se una persona non è ufficialmente indicata come proprietaria o controllante di un’azienda, se nella pratica esercita il controllo sulle decisioni aziendali, le finanze o le attività operative, o gode dei relativi benefici economici, può essere considerata il vero titolare effettivo.

In pratica, la normativa stabilisce tre criteri chiave per l’individuazione del titolare effettivo:

  • Criterio dell’Assetto Proprietario: Identifica il titolare effettivo quando una o più persone detengono oltre il 25% del capitale sociale. Se questa partecipazione è controllata da un’entità giuridica, è necessario risalire la catena proprietaria per trovare il titolare effettivo.
  • Criterio del Controllo: Verifica chi, attraverso la maggioranza dei voti o vincoli contrattuali, esercita maggiore influenza tra gli azionisti. Cruciale quando non si riesce a individuare il titolare effettivo con l’analisi dell’assetto proprietario.
  • Criterio Residuale: Se i titolari effettivi non sono stati individuati con i primi due criteri, viene individuato chi esercita poteri di amministrazione o direzione della società.

Individuare il titolare effettivo nelle società dotate di personalità giuridica

Nel contesto delle società di capitali, l’individuazione del titolare effettivo è un processo fondamentale regolato dalla normativa vigente. Secondo le disposizioni, la titolarità effettiva si attribuisce alle persone fisiche che detengono una partecipazione superiore al 25% del capitale, sia direttamente, attraverso società controllate o per interposta persona.
Qualora l’analisi dell’assetto proprietario non conduca a un’identificazione chiara del titolare effettivo, quest’ultimo coincide con la persona fisica o le persone fisiche cui è conferito il controllo della società, basato su:

  • Controllo della Maggioranza dei Voti: Detenzione della maggioranza dei voti esercitabili in assemblea ordinaria. 
  • Controllo di Voti per un’Influenza Dominante: Possesso di voti sufficienti per esercitare un’influenza dominante in assemblea ordinaria.
  • Vincoli Contrattuali: Esistenza di vincoli contrattuali particolari che consentono di esercitare un’influenza dominante.

Qualora questi criteri non portino a un’individuazione univoca del titolare effettivo, il criterio residuale stabilisce che il titolare effettivo è la persona fisica che detiene i poteri di rappresentanza legale, amministrazione o direzione della società.
Questo approccio mira a garantire una trasparenza efficace nella catena decisionale delle società di capitali, con l’obiettivo di individuare in modo inequivocabile chi detiene il controllo effettivo e i poteri decisionali. Approfondire questi criteri è essenziale per una gestione finanziaria accurata e rispondente alle normative vigenti.

 

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