Kalaway • 07 Febbraio 2026

L’impatto dei criteri ESG nel rating per le PMI: cosa cambia dal 1 gennaio 2026

L’aggiornamento dei sistemi di rating richiederà una maggiore attenzione agli indicatori qualitativi e quantitativi collegati agli ESG, oltre che una governance più evoluta sul trattamento dei dati.

Dall’11 gennaio 2026, le Linee guida EBA sulla gestione dei rischi ESG (EBA/GL/2025/01) sono diventate pienamente applicabili alle banche europee, con una proroga al 2027 per gli enti piccoli e non complessi, ossia per quelle banche di dimensioni ridotte, con operatività semplice e rischi limitati, non classificate come “significant institutions” dalla BCE. Il documento impone agli istituti di integrare i fattori ESG nei processi di identificazione, misurazione, gestione e monitoraggio dei rischi.

Quali sono le nuove regole EBA e cosa comportano per le banche e conseguentemente per le PMI? Secondo l’EBA, gli ESG non costituiscono una categoria di rischio autonoma, ma rappresentano driver, che possono amplificare le esposizioni ai rischi tradizionali. Ciò significa che la sostenibilità diventa parte strutturale della valutazione del merito creditizio, compresa l’offerta di credito alle PMI.

In che modo i modelli di rating bancario cambiano con l’integrazione ESG?

Questi cambiamenti incidono direttamente sui modelli di valutazione utilizzati dagli istituti finanziari. L’aggiornamento dei sistemi di rating richiederà una maggiore attenzione agli indicatori qualitativi e quantitativi collegati agli ESG, oltre che una governance più evoluta sul trattamento dei dati.
Le banche dovranno quindi integrare nel processo di analisi informazioni sull’impatto ambientale, la solidità della governance aziendale o le condizioni sociali dell’impresa valutata, pur mantenendo un approccio proporzionato alla dimensione della controparte.

Per le imprese PMI, ciò significa che la sostenibilità diventa una componente reale e sempre più misurabile del proprio profilo di rischio agli occhi del sistema bancario.

Quali difficoltà incontrano le PMI nell’adeguarsi a questi requisiti?

Il principale ostacolo per le imprese PMI riguarda la limitata disponibilità di dati ESG affidabili e standardizzati.
Le banche, dovendo dimostrare ai supervisori di avere piena visibilità sui rischi ESG del loro portafoglio imprese, finiscono per classificare come più rischiose le aziende prive di informazioni adeguate, con conseguenze dirette su rating, condizioni economiche e possibilità di accesso al credito.
Di conseguenza, anche le PMI non obbligate alla rendicontazione formale si trovano coinvolte nella transizione verso un credito più sostenibile.

Quali strumenti sono stati introdotti per aiutare le PMI? il VSME

In risposta al rischio che le PMI vengano penalizzate da una mancanza di dati ESG, l’UE e l’EFRAG hanno introdotto strumenti proporzionati come il VSME (Voluntary Sustainability Reporting Standard for Micro, Small and Medium-sized Enterprises), pensato per microimprese e PMI, non quotate.
Questi standard semplificati intendono ridurre l’asimmetria informativa fornendo un set minimo ma significativo di indicatori ESG, che le banche possono utilizzare nei loro modelli di valutazione del rischio senza richiedere la complessità del framework CSRD.
L’adozione graduale di questi modelli aiuta le PMI a comunicare in modo più efficiente con gli istituti finanziari, stabilizzando il loro profilo di rischio e migliorando la leggibilità della loro posizione creditizia.

L’integrazione sistemica dei criteri ESG nel rating bancario rappresenta un cambiamento strutturale destinato a ridefinire l’accesso al credito per le PMI.
La disponibilità e la qualità dei dati ESG costituiranno sempre più un fattore determinante nel merito creditizio, incidendo su condizioni applicate, pricing, covenant e probabilità di approvazione del finanziamento.
In questo scenario, è fondamentale che ogni impresa e PMI sia supportata da realtà, come KALAWAY,

  • nella raccolta, strutturazione e comunicazione dei dati ESG;
  • nell’adozione degli standard di sostenibilità proporzionati;
  • nell’allineamento ai requisiti richiesti dalle banche.

Grazie a un’intermediazione qualificata e a una consulenza mirata, ogni impresa e PMI potrà presentarsi al sistema bancario con un profilo ESG più solido, migliorando la propria bancabilità nel nuovo contesto normativo.

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