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  • 08 Apr, 2022
  • By Elisabetta Pollin

DECRETO ENERGIA 2022: LE MISURE PER LE IMPRESE

La crisi provocata dal conflitto russo-ucraino ha purtroppo aggravato la già eccezionale pressione sui prezzi delle materie prime e dell’energia, tema che abbiamo affrontato in un nostro precedente articolo con focus sulle conseguenze per le imprese italiane. La drammatica evoluzione degli avvenimenti nel panorama internazionale ha comportato la necessità di ulteriori interventi governativi a supporto del sistema produttivo italiano, che tratteremo di seguito nei seguenti punti:

L’entrata in vigore del decreto energia

Il Decreto-Legge 21 marzo 2022, n. 21 (c.d. Decreto Energia), recante misure urgenti per contrastare gli effetti economici e umanitari della crisi ucraina, è stato approvato dal Governo nel corso del Consiglio dei ministri del 18 marzo 2022 ed è entrato in vigore il 22 marzo 2022. Si tratta di un provvedimento che, oltre a contenere importanti misure per l’accoglienza e l’assistenza ai profughi ucraini, punta a contrastare gli effetti economici della guerra in corso con particolare riguardo all’aumento dei prezzi dell’energia.

Alcuni interventi per il sostegno alle imprese colpite dai rincari erano già stati anticipati dal Decreto-Legge 1 marzo 2022, n. 17, che all’articolo 8 stabiliva:

  • per grandi imprese e mid cap, l’estensione fino al 30 giugno 2022 delle garanzie Sace, introdotte dal Decreto Liquidità (Dl 23/20), a supporto “di comprovate esigenze di liquidità delle imprese conseguenti ai maggiori costi derivanti dagli aumenti dei prezzi dell’energia”;
  • per le PMI, la gratuità fino al 30 giugno 2022 della commissione per il Fondo centrale di garanzia nel caso in cui le garanzie siano rilasciate su “finanziamenti concessi a sostegno di comprovate esigenze di liquidità delle imprese conseguenti ai maggiori costi derivanti dagli aumenti dei prezzi dell’energia”.

I prezzi dell’energia elettrica e del gas hanno però subito un ulteriore eccezionale incremento nelle settimane successive, per cui il Governo ha deciso di emanare un nuovo provvedimento per limitare gli effetti negativi sulle imprese con sede in Italia. Il Dl 21/2022 mobilita risorse destinate a diversi ambiti, tra cui contenimento dei prezzi dell’energia e dei carburanti, rateizzazione dei costi energetici, rilascio di garanzie statali e altre misure a sostegno delle imprese.

Le principali misure per le imprese

Come anticipato, il Dl 21/2022 prevede diverse disposizioni normative volte a supportare le necessità di liquidità delle imprese. Di seguito presentiamo le principali novità introdotte dal Governo.

·       PIANI RATEIZZAZIONE BOLLETTE

Tutte le imprese con sede in Italia potranno richiedere ai propri fornitori di energia elettrica e gas (purché anch’essi abbiano sede in Italia) la rateizzazione delle bollette relative ai mesi di maggio e giugno 2022 per un numero massimo di 24 rate mensili. Tale provvedimento mira ad alleggerire la pressione finanziaria sulle imprese attraverso una dilazione dei pagamenti degli importi dovuti, agevolando così un recupero dei flussi di cassa nei prossimi mesi quando i prezzi dell’energia si saranno auspicabilmente abbassati. Le imprese si faranno quindi finanziare dai propri fornitori di energia.

 

·       GARANZIE SACE

In stretta connessione con la misura di cui al punto precedente, il Decreto introduce un meccanismo di garanzia da parte di Sace a favore di banche e assicurazioni che sostengono le esigenze di liquidità derivanti dai piani di rateizzazione concessi dai fornitori italiani di energia. In particolare, a tale scopo banche e altre istituzioni finanziarie potranno concedere prestiti alle imprese secondo le modalità del Decreto Liquidità (quindi con gli stessi schemi in termini di durata dei finanziamenti, preammortamento e condizioni economiche) godendo della garanzia Sace. In questo modo il sistema bancario potrà supportare il fabbisogno di liquidità delle imprese avendo un impatto ridotto in termini di assorbimenti del capitale ai fini di vigilanza. Inoltre, il Governo autorizza Sace a garantire al 90% gli eventuali indennizzi che le imprese di assicurazioni del credito fossero costrette ad erogare ai fornitori di energia in seguito a inadempimenti dei clienti finali (cioè di imprese con sede in Italia e con un fatturato che non supera 50 milioni di euro al 31 dicembre 2021), con riferimento ai consumi energetici dal 1° aprile al 31 dicembre 2022 dilazionati in massimo 24 mesi.

 

·       CREDITI D’IMPOSTA

Per compensare gli effetti dell’aumento dei costi dell’energia sono state introdotte anche alcune norme relative ai crediti d’imposta. Alle imprese dotate di contatori di energia elettrica di potenza disponibile pari o superiore a 16,5 kW (diverse dalle imprese a forte consumo di energia elettrica) è riconosciuto un credito pari al 12% della spesa sostenuta per l’acquisto di energia utilizzata nel secondo trimestre del 2022. L’agevolazione è riconosciuta nel caso in cui il costo per Kwh sia aumentato nel primo trimestre 2022 di oltre il 30% rispetto allo stesso trimestre 2019. Alle imprese diverse da quelle a forte consumo di gas naturale, inoltre, spetta un credito d’imposta pari al 20% della spesa sostenuta per l’acquisto del gas, consumato nel secondo trimestre solare dell’anno 2022. Infine, i crediti d’imposta già in vigore vengono incrementati dal 20% al 25% per le imprese energivore e dal 15% al 20% per le imprese a forte consumo di gas naturale. Il credito d’imposta è cedibile ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari.

 

FONTI

 

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